una gita a Londra

luglio 2005

Un fine settimana di inizio Luglio libero e allora cosa fare? Una gita a Londra un posto per tutte le stagioni. La ricerca del volo si dimostra più laboriosa del previsto, con Expedia c’è un Alitalia a tarda sera del sabato ma al momento della prenotazione il giorno successivo è scomparso, provo anche con il Cts ma non si vola per meno di 500 € a testa, allora provando con la Ryanair finalmente si trova qualcosa anche se i prezzi aumentano man mano che si avvicina al sabato. Per risparmiare optiamo per un Torino-Londra e Londra-Genova per il ritorno a circa 400 € in tre; prenotando qualche giorno prima si risparmiavano 150 €. Per l’albergo sempre su internet prenoto quattro notti all’Holliday Inn London City dopo aver visto le recensioni su Tripadvisor a mio parere buona fonte per le ricerche alberghiere. Tutto pronto quindi per la partenza di sabato 9 luglio, ed è mercoledì quando al risveglio di giovedì mattina ecco la notizia: attentato a Londra, non ci voleva! Partiamo lo stesso, da notare comunque la serietà della Ryanair che concede comunque di spostare la data della partenza senza spese.

Sabato 9 luglio

Partiamo da San Giacomo verso le 16 dopo un bel sonnellino per Novi ligure dove lasciata l’auto prendiamo l’intercity per Torino e quindi la navetta per Caselle dove arriviamo con buon anticipo. Non avevo mai volato con questa compagnia, ma nessun rilievo, anzi il sistema di prendere posto dove capita è anche funzionale, a bordo inoltre è possibile l’acquisto del biglietto dello Stansted express il treno che dall’aeroporto porta alla Liverpool Station. Arriviamo in orario, ed il controllo veloce perché ci sono molti varchi aperti. La stazione è ben fornita di mezzi pubblici ed ha anche una fermata della metropolitana adiacente. Poiché la nostra sistemazione è nelle vicinanze ed i nostri bagagli leggeri, decidiamo di fare quattro passi a piedi. In poco tempo arriviamo a destinazione, la città è animata ed i pub numerosi pieni di ragazzi con birre in mano. La nostra cameretta ci attende, niente di speciale, ma dopo una doccia siamo subito a letto.

Domenica 10 luglio

Per le 9 siamo svegli, e dopo una leggera colazione, recuperiamo Filippo che si attarda a dormire e andiamo a piedi alla Liverpool Station dove facciamo tre biglietti giornalieri per il sistema di trasporti a 4,70 £ cadauno. Non c’è molto traffico e con la Northern Line andiamo a Camden Town, per il noto mercatino domenicale. Appena si esce dalla metropolitana si entra in una gran confusione, con Filippo che non sa più da che parte guardare, visto il gran numero di negozi e bancarelle con abbigliamento per ragazzi con tendenze punkdarkeggianti, il colore predominante manco a dirlo è il nero. Non resiste nemmeno un quarto d’ora e si compera da un pakistano nero dopo un po di contrattazione , un paio di braghe larghe nere con molta ferramenta inclusa nel prezzo. La zona è un insieme di mercatini che si snodano lungo un canale navigabile; alcuni vecchi magazzini sono stati riadattati creando un bell’ambiente. Ogni tanto c’è anche un gruppo di chioschi per il ristoro che offrono ogni ben di dio, in particolare è quasi tutta cucina orientale, ma l’offerta è vastissima, si ordina dal pentolone quello che si vuole, riempiono al colmo una bella vaschetta e trovato un posto nei tavoli messi a disposizione nei paraggi si puo godere di un fast food di buona qualità e buon prezzo. Dopo un gran girovagare ci fermiamo di fronte al canale dove mangiamo un buonissimo spezzatino maghrebino con riso seduti sul muretto, non comodissimo ma in una bella cornice. Proseguiamo nel peregrinare dedicando l’attenzione ad alcuni negozi specializzati tra cui il bellissimo Cybergdog con tanto di diskjockey tecknopunk e commesse altissime, bianchissime con capelli verdi, rosa e altri colori insoliti, da non mancare. Stanchi, decidiamo di riposarci prendendo un bus a due piani per Notthing Hill, che attraversa la città e ci porta nel quartiere noto per il recente film con Julia Roberts (mai visto) e per la Portobello Road con il suo mercatino di cianfrusaglie(al sabato). Facciamo quattro passi per la via con solo qualche negozio aperto ma con tutti i bar affollati, ed infine dopo aver cercato invano un tavolino all’aperto ci accontentiamo di un pub dove prendiamo due "ale" e ci accorgiamo il perché delle tante lager che bevono gli inglesi: le nostre birre erano servite a temperatura vino rosso, e avendo un buon corpo ed un buon tasso alcolico non sono proprio il massimo per un afoso pomeriggio londinese. Brasati dalla birra prendiamo un altro bus e ci fermiamo ad Oxford circus e da qui due passi in Carnaby Street dove ci ssono ora tutti i negozi di abbigliamento sportivo, Maurizio passando davanti ad un negozio di O’Neil non resiste, entra e dopo aver messo a soqquadro il negozio esce dopo mezzora con una maglietta striminzita. Stanchissimi ritorniamo nell’albergo per una docceta prima della cena. Facciamo quattro passi intorno all’hotel per cercare un posticino dove mangiare ed incontriamo il "parco delle piombe" , una piazzetta dove sono seduti sul prato un centinaio di ragazzotti che bevono vino e birra consumando cibarie provenienti dai food stall dei dintorni, intorno aalla piazza c’è anche una serie di bidoni della rumenta da far impallidire persino il Merlaccio che detiene il record mondiale di cassettoni davanti a casa. Alla fine optiamo per un locale orientale "Sishi" che in qualche lingua vuol dire casa dello spiedino, ma non ce ne accorgiamo subito e ordiniamo altro, ovvero pollo marinato all’Afgana, spezzatino di pollo alla cinese e Maurizio il più carnivoro prende l’unico piatto con la parola beef , e si ritrova con una insalatona di cetrioli e foglie di menta, qualche seme croccante ma di beef nemmeno l’ombra e si consola bevendo una Urquell. Giriamo per il quartiere comperando qualcosa da bere nei minimarket che sono presenti ovunque nella città e non chiudono mai.

Lunedì 11 Luglio